5 atteggiamenti positivi da apprendere

18 Febbraio 2020
5 atteggiamenti da apprendere

atteggiamenti positivi

Nell’ultimo articolo hai potuto leggere come puoi vivere in modo equilibrato, apprendendo degli atteggiamenti nei confronti della vita e della quotidianità.

Riassumendo:

#1: non andare a letto arrabbiato

# 2: smetti di pensare: io sono il mio mondo

# 3: cambia le tue abitudini

#4: basta trattenere, lascia andare

# 5: l’unico bene che possiedi è il tuo tempo, non lo sprecare

Oggi vorrei continuare a descriverti altri cinque atteggiamenti.

Sono cinque schemi mentali o atteggiamenti  che ti potranno servire, per affrontare al meglio le situazioni belle e brutte che nella vita dovrai affrontare.

# 6: abbandona il passato e mantieni solo l’esperienza

Abbandonare il passato vuol dire, semplicemente, non stare a rimuginare su quello che è stato. Quello che hai vissuto non ritornerà e non è qui ora con te. La ruota sta girando ed il terreno sottostante è cambiato. Nel passato, e per passato intendo tutto quello che è avvenuto prima, anche cinque minuti fa, hai vissuto delle esperienze. L’esperienza ti ha insegnato qualcosa. Ecco cosa ti devi tenere e ricordare, solo l’insegnamento dell’esperienza, ma non trattenere l’esperienza, perché quella non c’è più. Ti faccio un esempio: se litigo con un amico, perché mi aveva promesso che mi accompagnava al concerto e poi mi ha tirato pacco. È inutile che rimanga a pensare al litigio. È più utile chiedersi: cosa mi ha insegnato questa esperienza?

1)il mio amico è inaffidabile,

2)se mi affido ad una sola persona posso perdere delle opportunità

3)sono andato al concerto da solo e mi sono divertito lo stesso.

Questa visione dello stesso evento è più positiva, più arricchente, perché mi porto solo l’insegnamento dell’esperienza e non l’esperienza in se.

 

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#7: fare fatica è assolutamente positivo

Molto spesso sento dire alle persone: sì! va bene, ma è faticoso. Molte persone hanno un’idea della fatica assolutamente sbagliata. Associano al concetto di fatica una connotazione negativa. Fare fatica è giusto ed è bello, non è negativo. È sbagliato fare fatica per cose inutili che non ci appartengono, ma è utilissimo fare fatica per le cose importanti. Cosa sono le cose importanti? Le cose importanti sono le competenze, i comportamenti, gli atteggiamenti e tutti gli schemi mentali che dobbiamo apprendere perché non conosciamo ancora. Tali competenze ci permetteranno di migliorarci, di crescere e d’essere autonomi. Per apprenderle, per impararli: si fa fatica. Quando stai facendo fatica stai imparando qualcosa. Pensa che la vita dovrebbe essere vissuta come una costante scuola dove s’impara costantemente, sempre e comunque. Se stai facendo fatica stai imparando, quindi, stai vivendo. Potresti chiederti: se oggi non ho fatto fatica, vuol dire che non ho imparato nulla, allora, ho perso una giornata.

#8: vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo

Sembra una frase fatta, ma non lo è, ed ora ti spiego perché.

Mi piace pensare che tutti abbiamo una data di scadenza. Non sappiamo dov’è e soprattutto non la conosciamo, ma c’è. La vita esiste solo perché esiste la morte, quindi, vivere come se fosse l’ultimo giorno, non vuol dire: voglio una vita spericolata, voglio una vita al massimo, come cantava il grande Vasco Rossi. Vuol dire vivere costruendo al meglio il tuo futuro. Se fosse l’ultimo giorno della tua vita non faresti nulla di particolare, ma di sicuro faresti un’esame di coscienza su quello che hai fatto. Per fare le cose importanti ci vuole: tempo, costanza ed impegno e ribadisco: fatica. Ecco allora cosa vuol dire vivi come se fosse l’ultimo tuo giorno. Impegnati costantemente tutti i giorni a realizzare e lavora per arrivare a realizzare i tuoi sogni e raggiungere i tuoi obiettivi.

# 9: impara a rallentare: mangia consapevolmente

Siamo sempre di corsa. Siamo abituati a vivere molto tempo della nostra giornata immersi in un vortice di cose da fare e da portare a termine. Anche le cose più semplici, come preparare i figli per mandarli a scuola si trasformano in una lotta contro il tempo. Senza parlare del lavoro. Nel lavoro bisogna produrre e fare sempre meglio e più veloce. Quando mangiamo abbiamo mille stimoli. Se non è la tv è lo smartphone. Basta! Devi capire che devi rallentare, almeno dove ti è permesso. Consiglio molto spesso ai miei pazienti che un momento della giornata in cui si può rallentare è durante in pasti. Mangiare consapevolmente è un’ottima tecnica per ricaricarsi e per fare pratica. Mangiare e assaporare i cibi, masticare per sedici volte il boccone, come ci insegnava la nonna è un’ottima pratica per entrare in contatto con se stessi. Rallentare almeno quando siamo seduti a tavola e non essere costantemente connessi, è un momento che ci serve per sgomberare la mente dai mille pensieri che durante il giorno ci perseguitano. Imparare a mangiare da soli almeno un pasto al giorno, che sia la colazioni, il pranzo o la cena è un ottimo modo per meditare.

#10: ama e non smettere mai di amare

Altra frase scontata? Solo se non sai cosa vuol dire amare. Amare vuol dire dare, senza voler nulla in cambio. Il vero amore è solo verso l’altro e non è mai egoistico. Amare veramente non è per nulla facile. Molto spesso scambiamo l’amore per l’altro per un puro e semplice amore per noi stessi, un amore egocentrico. Per capire meglio questo concetto ti racconterò una storia. Un giorno un anziano stava camminando e vide un ragazzo che stava mangiando un bel pesce. I’anziano si fermò ed iniziò ad osservare il ragazzo. A sua volta il ragazzo sentendosi osservato chiese al vecchio se voleva qualcosa. Il vecchio chiese al ragazzo se gli piaceva il pesce che stava mangiando. La risposta del ragazzo fu: certo che mi piace. L’ho pescato questa mattina, mia moglie l’ha cucinato ed ora mi sto gustando la sua carne prelibata. I’anziano chiese: allora ti piace anche pescare. Ed il ragazzo rispose: io amo pescare, amo stare sulla riva del fiume in silenzio ed ascoltare i suoni della natura, è la cosa che mi piace di più al mondo. Inoltre, questo mi permette di prendere dei pesci che poi amo mangiare. E continuò chiedendo al vecchio: perché mi fa queste domande? L’anziano guardandolo serafico disse: caro giovane, quello che tu consideri amore è solo una forma di egoismo, perché se tu amassi quel pesce non lo avresti pescato e ucciso, ed ora non lo staresti mangiando. E se ne andò.

Molto spesso confondiamo l’amore verso l’altro con una forma di amore egoistico ed assolutamente egocentrico in cui l’altro è solo lo strumento per soddisfare il nostro benessere.

Amare non è per nulla facile, quindi, impegnarsi per farlo ci fa solo che bene.