Una lettera da una paziente

16 ottobre 2017

La speranze è l'ultima a morire

In questo articolo riporto una email che mi è arrivata all’inizio di settembre in cui una paziente che ho seguito per un certo periodo mi scrive come si sente. La terapia, come succede in molti casi, si interrompe perché la persona vuole camminare con le proprie gambe perché essere in terapia (come è giusto che sia) è faticoso, costoso e per vedere se è servita a qualcosa.

 

Non ti anticipo nulla e ti lascio leggere la lettera della mia ex paziente

 

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Buona lettura

 

“Buonasera o forse buongiorno dottore! Come sta?

 

Mi rifaccio finalmente sentire dopo alcuni mesi dall’ultimo incontro e le dico subito che sto sicuramente  meglio  e che sto’ assaporando tanti piccoli progressi psico-fisici.

Vivo meglio la mia quotidianità con minori ansie e preoccupazioni – il sonno e’ più rigenerante ed intenso e tutto questo nonostante i problemi crescenti al lavoro.

L’estate mi ha aiutato ad essere più attiva ed in movimento (nonostante  il caldo afoso)  e durante  i miei  quindici giorni di ferie  anche se non sono partita  per mari o monti (a parte una unica ma piacevole giornata ad Asolo) sono uscita quasi tutte le sere – approfittando degli  eventi socio culturali organizzati nei dintorni del mio paese  -  superando  così alcuni  limiti e  paure.

Ma oltre ad abbattere qualche “porta” ho voglia di abbattere i muri che mi sono costruita  intorno!

Questo desiderio di sentirmi “libera interiormente ” (pur essendolo già almeno apparentemente)  e’ il mio obiettivo! Sento anche la necessità di sentirmi “libera” dai limiti del mio fisico e tutto questo perché vorrei “muovermi meglio”  affrontare senza particolari ansie e paure “un viaggio”  riuscire a spostarmi  senza vivere “quell’irrigidimento” ovvero quella “paura” (oltre  i limiti) che mi assale quando raggiungo “luoghi” che da tanto tempo non frequento più.

Se un tempo il mio malessere era continuo ora e’ limitato ed  intermittente  ai momenti in cui  esco e vado oltre quei  “confini” che ho  tracciato interiormente!!!!

In questa fase di conoscenza di me stessa mi sembra di aver compreso che  la mia dimensione “domestica” e’, e rimane  importante ed intendo averne sempre cura  -  ma non deve essere esclusiva perché la mia vita necessita  di essere alimentata ed alimentare  altre  attività (come ad esempio il canto e la musica in genere).

Infine  un piccolo passaggio all’aspetto sentimentale.. ho rivisto dopo circa  25 anni  un coetaneo  con il quale alcune volte  in compagnia  ed  un’unica volta da soli siamo usciti. Non ci sono sviluppi ma la vivo comunque come una piccola esperienza che mi può far capire cosa desiderare  per il mio futuro.

Spero di non essere stata troppo caotica nell’esposizione a volte mi sembra quasi di contraddirmi ….. vorrei anche fissare un appuntamento; mi dica lei quando e’ possibile, in questo ultimo periodo non ho visto i suoi articoli pubblicati e  non so se e’ disponibile.

Attendo un suo riscontro e la saluto cordialmente.

Arrivederci dott.”

 

Quando ho rivisto la paziente ho chiesto se potevo farci un articolo con la sua email, perché secondo me questa persona ha riassunto bene in poche righe cosa vuol dire essersi arricchiti con la psicoterapia.

Non entrerò nei particolari, ma questa persona soffriva di attacchi di panico da più di vent’anni. Ultimamente la sua vita era completamente cambiata perché non riusciva più ad uscire e a fare le attività che faceva normalmente a causa di un’ansia generalizzata molto forte.

Quando ho letto questa lettera alla fine mi sono sentito un po’ più forte anch’io perché le sue parole sono piene di speranza, forza e coraggio. Questa persona, anche se non è completamente libera dall’ansia, ha ora qualcosa che non aveva prima: la voglia di farcela e soprattutto un’alternativa fatta di sfide ed obiettivi.