L’interpretazione di un sogno, in un percorso di psicoterapia

15 Settembre 2020
sogno

Il linguaggio dei sogni in psicoterapia

Molti anni fa un mio amico mi chiese: “ma per vivere hai intenzione di sederti su una poltrona ed ascoltare i sogni delle persone?”
Io gli risposi che era una tra le tante possibilità lavorative che una laurea in psicologia poteva darmi.

Questa conversazione avveniva in auto mentre stavamo andando a Padova ad iscrivermi all’esame di psicologia dell’età evolutiva. Allora l’ateneo di psicologia si trovava in Piazza Capitaniato e mi ricordo che era un grigio sabato mattina. Ero al primo anno e, una volta finito il biennio, volevo fare psicologia del lavoro perché psicologia clinica mi sembrava troppo inflazionata e non più al passo con i tempi. Invece, eccomi qua ad ascoltare i sogni dei miei pazienti… Ed è proprio di un sogno che una paziente mi ha raccontato durante una seduta che voglio parlarti.

Quando il mio amico mi chiese se volevo fare questo nella vita non conoscevo la psicoanalisi e non avevo letto “l’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud.

Prima di parlati del sogno della mia paziente voglio fare un paio di premesse.

Perché sogniamo?

Una risposta precisa la scienza non è ancora riuscita a darla. Si ipotizza che sogniamo perché la mente inconscia rielabora dei vissuti accaduti durante il giorno. Per capirci è come se durante il giorno usassimo dei vestiti presi da un armadio e durante il sonno e mentre sogniamo mettessimo in ordine l’armadio.

Cosa vuol dire interpretare un sogno?

I sogni vengono interpretati all’interno di un percorso terapeutico, altrimenti si rischia di fare della psicoanalisi spiccia che assomiglia molto alla smorfia.

 

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Se non sono sogni ricorrenti, il sogno riguarda qualcosa che la persona ha vissuto lo stesso giorno o qualche giorno precedente.

Chiarite queste semplice premesse, riporto il sogno della paziente.

La paziente mi racconta che una settimana prima aveva sognato il suo funerale ma lei era viva. Sapeva che il pomeriggio ci sarebbe stato il suo funerale; non era angosciata in quanto era ancora viva ma non voleva che venisse celebrato. Si ricordava che nel sogno aveva chiamato il parroco del suo paese che l’aveva tranquillizzata dicendole che è normale morire e che tutti moriamo. La paziente si ricordava molto bene che il parroco mentre le parlava al telefono si stava facendo la manicure in canonica, elemento che l’aveva stupita. Le parole del parroco l’avevano rasserenata e successivamente si era svegliata in modo naturale al solito orario come d’abitudine.

Il sogno l’aveva lasciata con una sensazione strana ma non sgradevole.

Purtroppo la paziente appena sveglia non aveva riportato il sogno in forma scritta come di solito si consiglia di fare e si ricordava solamente questi particolari.

Prima di descrivere l’interpretazione che abbiamo fatto del sogno voglio precisare che la paziente segue un percorso di psicoterapia perché dopo sei anni di fidanzamento la relazione è finita. Nello specifico la relazione, che ha sempre avuto degli alti e bassi con alcune interruzioni, è terminata per decisione dell’ex compagno.

L’interpretazione che abbiamo fatto del sogno parte proprio da questo vissuto. Il funerale che nel sogno doveva essere celebrato, non era il funerale della persona fisica bensì quello della sua relazione.

La paziente si ricordava benissimo un particolare del sogno che l’ha molto stupita: il parroco si stava facendo la manicure. Le chiedo se il suo ex era solito farsi la manicure. Lei sorride e mi dice che sì: era andato un paio di volte a farselo fare e lei lo aveva anche apostrofato come vanitoso ed effeminato.

La conversazione che aveva avuto in sogno con il parroco che l’aveva rasserenata in verità era una conversazione che lei aveva fatto con l’ex fidanzato.

Secondo questa interpretazione sembra che la paziente abbia fatto un passo in avanti nei confronti della fine della relazione e che il superamento del lutto per la fine della relazione ora sia avvenuto anche ad un livello più profondo ed inconsapevole.