Una lettera di una ex paziente…cos’è l’amore

22 ottobre 2019

Cos'è l'amore

Qualche giorno fa mi è arrivata questa lettera da parte di una mia ex paziente che chiamerò Chiara (nome di fantasia). L’argomento è molto tosto, perché oggi parleremo di una cosetta chiamata: AMORE. Chiara mi pone una domanda alquanto ardua, mi chiede cosa penso sia l’amore.

Non basterebbe un libro di mille e più pagine per spiegare cos’è l’amore, capire cos’è l’amore e quante diverse forme ci sono d’amore, oppure l’amore è uno solo? Comprendere e spiegare questa semplice distinzione non è facile. Molte menti fine e grandi pensatori si sono cimentati in questo duro compito.

Io non sono un filosofo e nemmeno una mente così fine per poter rispondere a questa domanda, ma non posso sottrarmi e darò la mia interpretazione dell’amore.

Prima però vi lascio leggere la lettera di Chiara.

 

Buona lettura

 

Salve Dott.,

sono XXXXXX, una sua ex paziente. Leggo sempre i suoi articoli sul suo blog, sono sempre molto interessanti e mi aiutano anche a riflettere, a pormi dei quesiti interiori che mi danno modo di conoscermi più nel profondo. Ultimamente sto riflettendo su un “dilemma” che avrei piacere di condividere con lei. Mi é capitato negli ultimi tempi di leggere svariati libri e articoli sull’amore. La maggior parte di queste letture si concentrava su una domanda in particolare e cioè su “cos’é l’amore?”. Ci sono diverse teorie….ci sono diverse risposte….Alcuni dicono che amare significa dare senza voler ricevere nulla in cambio, altri dicono che invece amare vuol dire dare e ricevere perché amore é reciprocità. Io, da essere pensante (forse troppo a volte) quale sono, mi sono fatta la mia idea, ma nonostante sia abbastanza convinta che il mio pensiero sia quello giusto, desidererei sapere cosa ne pensa lei, come la vede lei (il suo modo di vedere le cose è molto importante per me vista la stima e l’affetto che provo nei suoi confronti). Io credo che sia vero che l’amore autentico e genuino sia fatto di reciprocità. Parto dal presupposto che ogni essere umano ha dei bisogni emotivi (non parlo di bisogni materiali perché per quanto mi riguarda non sono importanti come quelli emotivi).

Se io soddisfo i tuoi bisogni emotivi perché sono altruista, ma non ti cerco quando ne ho bisogno io, perché non sento la necessità della tua presenza, non é amore perché: che tu ci sia o no, per me non fa differenza.

Se io voglio che tu soddisfi i miei bisogni, ma non faccio nulla per esserci per te é egoismo e non amore….ma se ti amo perché faccio di tutto per soddisfare i tuoi bisogni emotivi anche a scapito della mia felicità (a volte), ti dimostro il mio amore anche nel momento in cui desidero la tua vicinanza, un tuo abbraccio, la tua presenza nei momenti, attimi di bisogno emotivo. Il volerti vicino è una dimostrazione d’amore. Dare e ricevere la vedo più come una formula commerciale, di baratto…se parlo d’amore preferisco usare la parola reciprocità….io mi scuso per il lungo papiro. La ringrazio anticipatamente. Le mando un abbraccio e se avrà un po’ di tempo, con calma e senza fretta, mi faccia sapere cosa ne pensa.

Buona giornata

XXXXXXX

 

Secondo Chiara l’amore è il desiderio di volere qualcuno vicino. Chiara si allontana dall’idea del dare ed avere ed in questo ci troviamo assolutamente d’accordo. Amore non deve essere nemmeno un semplice dare senza desiderare. Definizione che mi aveva colpito anni fa quando ancora frequentavo le aule universitarie.

Saper dare senza aspettarsi nulla è una grande forma di altruismo, ma non è amore.

 

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L’amore va oltre l’altruismo, perché amare qualcuno vuol dire sapersi privare di qualcosa. L’amore allora è la privazione di quello che mi fa stare bene. Saper amare allora non si avvicina ad uno stato di benessere, bensì ad uno stato di privazione.

Il vero amore è sapere che non possiamo avere quello che desideriamo.

L’amore come privazione?

Forse qualcuno ora starà pensando che sia impazzito. Ma come? Amore vuol dire privarsi “dell’oggetto” amato?

 

La risposta è sì!

 

Vi farò e ti farò degli esempi Chiara.

 

L’amore più grande che una persona può provare è verso i figli. Sangue del mio sangue, come si suol dire.

Ecco! Ci siamo, se veramente amo mio figlio lo devo lasciar andare. Non pensate alle notti brave di un adolescente. Pensate invece al fanciullo che sta imparando a camminare. Per insegnargli a camminare gli devo lasciare la manina, solo così imparerà a stare in equilibrio da solo. Dovrò sopportare e gestire l’ansia che vivrò pensandolo mentre cadrà. Ecco cosa è l’amore: saper lasciar andare chi amo.

Ora pensate alla scelta delle scuole superiori. Ogni genitore che ama i propri figli pensa all’università e al dottorato, nemmeno alla semplice diploma. Ogni genitore punta al massimo per il proprio figlio: carne della propria carne. Invece, se veramente amassimo nostro figlio e lo avessimo fatto da sempre, saprebbe stare in equilibrio da solo da molto tempo, ed ascoltando potremmo solo lasciarlo libero di scegliere cosa desidera fare da grande.

 

Ora prendiamo l’amore di coppia.

 

Molti pensano che amare sia un dare ed un ricevere, altri pensano che amare sia un dare senza aspettarsi nulla in cambio.

Secondo me nel primo caso abbiamo una relazione di scambio e nel secondo una forma di altruismo esponenziale. Amare il nostro partner vuol dire saperlo libero, libero di amarci non per quello che gli diamo e nemmeno per quello che io do a lui/lei. Sono certo che molti ora pensano, ma libero anche di tradirci?  Ecco la domanda che molti si sono fatti. Se la persona è libera di amare non ci tradirà, ma si sentirà libera di affrontare il rapporto, senza nascondersi nel tradimento.

 

Ma cos’è il tradimento?

 

Tradire vuol dire infrangere un giuramento. Le coppie dovrebbero imparare a giurarsi d’essere sincere e libere, senza alcuna paura. Solo nella piena libertà posso costruire una relazione sana e solida.

Se due persone decidono di stare assieme e di stare attenti ai bisogni: emotivi, affettivi, intellettivi, psicologici ed economici dell’altro hanno deciso di prendersi cura uno dell’altro. Questo però non è amore, ma solo prendersi cura, che è sempre una forma di affettività, ma non è amore. Il vero amore è lasciare la libertà all’altro di sentirsi libero, ed è nella libertà che l’altro mi starà vicino e mi amerà.

Non è facile comprendere cos’è l’amore, perché da sempre pensiamo all’amore come a qualcosa di eterno, di stabile e di magico. Invece, l’amore essendo figlio della libertà deve essere difeso e protetto, perché tendenzialmente la libertà fa paura ai più.

Le coppie che resistono sono le coppie che mettono la libertà alla base del loro rapporto, libertà che se viene mantenuta porta all’autonomia sia del singolo sia della coppia. La coppia autonoma non ha vincoli con il passato (famiglie d’origine) e nemmeno con le relazioni del passato. La coppia autonoma non è schiava dei figli e non renderà i figli schiavi dei genitori.

 

Per concludere: amore, libertà ed autonomia sono l’equipaggio della stessa barca e devono convivere in pace, perché la barca raggiunga i diversi porti della vita. Lo sappiamo bene che per andare d’accordo con gli altri devo essere meno egoista e meno egocentrico, quindi devo saper privarmi un po’ del mio ego.

 

Se sei arrivato fino a qui ti invito a guardare questo video dove un rabbino spiega cos’è l’amore e cosa vuol dire: amore, libertà e vita