Quando finisce una relazione

11 Marzo 2020
la fine di una relazione

Quando l’amore non c’è più

Molto spesso mi trovo a lavorare con persone che non riescono ad accettare la fine di una relazione. Sono persone che ho visto nel mio studio di psicoterapia per problemi che non riguardavano la fine della relazione, ma che risolto il problema per cui si erano rivolti a me, ritornano con questa problematica.

Per molte persone la fine di una relazione non è un trauma così importante per cui rivolgersi ad uno psicologo. Per altre persone questo trauma non cessa di causare dolore ed in molti casi va ad inficiare le normali attività quotidiane.

In questi casi il pensiero della fine della relazione diventa un pensiero ossessivo.

 

Perché la fine di una relazione può diventare un’ossessione?

 

•       L’incapacità di voltare pagina è uno dei principali motivi che non permette la rielaborazione della fine della relazione. Finché non volto pagina, finché mi tengo il dolore rimango con la speranza che la relazione non sia finita. Rimanere nel dolore e non guardare avanti vuol dire avere sempre una mano attaccata alla speranza che l’altro ritorni oppure che la relazioni come per miracolo ritorni a funzionare. Molte persone non accettano i cambiamenti e ne hanno una grande paura, per questo motivo preferiscono mantenere il dolore (che conoscono e che sanno anche gestire) invece d’affrontare il futuro

•       E’ tutta colpa mia, quindi, è giusto che soffra. In molti casi è la persona che viene lasciata a non riuscire a superare la fine della relazione. In questi casi è facile capire che la persona che ha lasciato faccia sentire in colpa l’altro. Chi lascia di solito è stanco della relazione o non sopporta più il compagno o la compagna e nelle motivazioni per cui ha preso questa triste scelta ci sono tutte le cose che non andavano bene, che in maggioranza sono le caratteristiche personali del partner. Troppo gelosa, o troppo critica, oppure troppo assente. Chi viene lasciato si sente sbagliato ed inconsciamente pensa sia giusto soffrire perchè ci si sente sbagliati e questa è la principale causa della rottura della relazione.

 

Cosa fare quando il dolore per la fine di una relazione non passa?

 

La prima cosa da fare è accettare. L’accettazione incondizionata è la prima cosa che una persona dovrebbe imparare a fare dopo essersi lasciato con il proprio compagno. Accettare che l’altra persona si sia allontanata, accettare che le relazioni finiscono, accettare anche i propri sbagli o accettare che la relazione non funzionava più già da tempo sono solo degli esempi di accettazione che possiamo imparare a fare. Finché non impariamo ad accettare non sarà mai possibile andare avanti. Molto spesso insegno ai miei pazienti a lasciare andare a perdere qualcosa invece di acquisire o imparare. Siamo stati abituati ad imparare sempre cose nuove a trattenere ad acquistare. Solamente poche volte ci hanno insegnato a perdere qualcosa a lasciare andare. Mi sembra di vedere il comandante del Titanic che ordina all’orchestra di continuare a suonare invece di organizzare l’abbandono della nave che stava affondando. Non ci hanno mai insegnato a lasciare andare e ci attacchiamo a tutto, compresa la vita che non è eterna e non è nemmeno nostra.

 

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Seconda cosa da fare è comprendere che la sofferenza non serve a stare meglio e nemmeno serve ad espiare potenziali colpe. Non cercare le colpe. Le relazioni iniziano in due e finiscono in due. Cosa vuol dire? Vuol dire che io non sono onnipotente e non posso tutto, nemmeno condizionare l’altro. Sì! Di sicuro le colpe non saranno mai fifty-fifty, non saranno mai omogenee ed uguali, ma nemmeno le colpe sono di una persona sola. Se ti impunti a cercare le colpe non ne verrai mai fuori. Non cercare nessuna colpa, cerca solo la soluzione di un problema che ti sta rovinando i giorni.

Terza cosa da fare è darsi del tempo. Il tempo sistema tutto, nulla di più vero quando finisce una relazione. I giorni non passano, magari, sono i minuti che non passano, quando il dolore ci investe come una bufera artica. Il tempo è assolutamente soggettivo e quando il dolore della separazione è ancora fresco e presente ci sembra che il tempo si sia fermato e che non ripartirà mai più. Invece, il tempo scorre inesorabile, non curante di noi poveri mortali. Impara ad accettare a non cercare colpe, ma anche a scandire il tempo, ad esserne consapevole. Per fare ciò organizzati. Progetta cose da fare per il giorno, per la settimana e per il mese. Progetta il tuo tempo anche a medio raggio. Questo ti aiuterà a guardare in avanti e non fissarti sul passato.

Quarta cosa, ma non per questo meno importante, impara a cambiare. Non devo essere io a ricordati che in cinese crisi vuol dire opportunità. Le crisi sono delle potenziali opportunità se le sai accettare e se sei pronto a cambiare. Una relazione inevitabilmente porta dei compromessi con l’altro che ora non hai più. Sei libero o libera. Libero o libera di fare cosa? Di esprimerti per l’essere umano unico che sei. Quando si dice: chiusa una porta si apre un portone, vuol dire proprio questo. Per farlo però devi avere fiducia in te stesso, ti devi conoscere e devi essere coraggioso, perchè devi sapere camminare da solo o da sola. Nel cammino che inizierai potrai trovare altre persone che potranno essere amici, conoscenti o futuri partner, ma questa è solo una sottigliezza, perchè l’importante è sapere di essere sempre sulle proprie gambe.