QUALI MODELLI TERAPEUTICI

Dopo anni di studio di tutti i modelli psicologici analitico, cognitivo, comportamentale, gestaltico e molti altri nati grazie al carisma di alcuni psicoterapeuti, ho sempre tenuto a mente la metafora che mi diceva il mio Professore di Psicologia Clinica. “..se nella nostra borsa degli attrezzi abbiamo solo un cacciavite, saremo molto bravi ad avvitare delle viti ma ci troveremo in grossa difficoltà davanti a un bullone o a un chiodo……” Penso che tutti i migliori professionisti si portino sempre dietro una cassetta degli attrezzi ben fornita e aggiungerei anche ordinata. I modelli terapeutici hanno tutti dei punti di forza e delle carenze, per sopperire a questa mancanza è bene conoscerli tutti e non chiudersi all’interno di torri d’avorio.

Personalmente mi sono formato e continuo a formarmi in psicoterapia ericksoniana ed ipnosi. La Psicoterapia ericksoniana  è una forma di psicoterapia che deriva dal lavoro clinico di Milton H. Erickson (1901- 1980), e che basa una parte significativa della sua operatività sull’uso di specifiche tecniche ipnotiche.

Gli assiomi della psicoterapia ericksoniana sono la flessibilità, un atteggiamento umoristico verso se stessi e verso il mondo e una visione positiva del futuro. Hanno come fine ultimo far vivere una vita felice e produttiva alle persone.

La psicoterapia ericksoniana parte dal presupposto che se è vero che i problemi hanno radici nel passato, non è altrettanto vero che per curare un albero bisogna partire dalle radici.

Molte volte basta cambiare o ricostruire i fattori che mantengono vivo il problema nel presente.

Secondo Erickson e i suoi collaboratori i cambiamenti possono avvenire se il paziente modifica la propria prospettiva, senza interferire con l’immagine che ha del mondo. E’ preferibile avviare una serie di cambiamenti anche di piccola importanza ma in grado di modificare il comportamento disfunzionale.

Il fine ultimo della psicoterapia ericksoniana è di aiutare il paziente a tornare a una normalità della propria vita il più presto possibile. Per questo motivo è anche stata definita una psicoterapia breve, anche perché secondo Erickson stare in psicoterapia non è una condizione naturale dell’uomo ma piuttosto una condizione indotta da una difficoltà evolutiva.

Per M. H. Erickson (1901-1980),l’ipnosi non è altro che una condizione naturale che si verifica spontaneamente in diversi momenti della vita quotidiana e che può essere indotta nel pieno rispetto delle esigenze e delle capacità della persona”.

L’ipnosi terapia può essere applicata per la cura dei seguenti disturbi:

Stati ansiosi.

Malattie psicosomatiche

Disturbi depressivi.

Fobie.

Attacchi di panico.

Smettere di Fumare.

Problemi di sovrappeso.

Ansia da performance.

Disagi di natura sessuale.

Disturbi del sonno.

Stress.

Disordini da stress post-traumatico. (L’aver subito un abuso fisico e/o sessuale; traumi causati da incidenti, calamità naturali o guerre).

La terapia ipnotica o ipnositerapia non tende a curare il sintomo ma prende in cura la persona nella sua complessità.

L’inconscio è visto come un serbatoio della mente dove attingere nuovi apprendimenti. “Per mente inconscia intendo il fondo della mente, il serbatoio dell’apprendimento. L’inconscio è un magazzino”  M. H. Erickson

Dott. Giancarlo Ceschi Psicologo Padova – Vicenza – Mestre -  Veneto