Dolore ed evitamento esperienziale

30 Dicembre 2013

Dolore vs Evitamento

Se hai fatto l’esercizio di mindfulness sulle difficoltà che ti crea il dolore, ti sarai accorto che le azioni, i sentimenti e i pensieri che ti fanno soffrire, sono sempre stati presenti nella tua vita. Le cose che ti fanno soffrire, hanno una sola conseguenza nella tua vita, non ti permettono di viverla appieno, perché ti senti bloccato, invischiato nella sofferenza.

Si prova dolore per quello che si vive, ma anche per quello che non riesco a vivermi, a causa del dolore. Ad esempio “il senso di colpa” fa soffrire nel qui e ora. Questo lo possiamo chiamare dolore per presenza. Inoltre si prova dolore anche per quello che non si riesce a fare. In questo caso si vive il dolore per assenza. Senza “il senso di colpa” potrei vivermi meglio le relazioni. La mancanza di relazioni soddisfacenti la possiamo chiamare dolore per assenza.

Questo succede perché più cerchiamo di allontanarci dal dolore per presenza più aumenta il dolore per assenza. Questo semplice, ma inarrestabile processo è dovuto alla capacità che ha il linguaggio, quindi il pensiero di creare relazioni tra situazioni o elementi diversi tra di loro.

Nel novantanove per cento dei casi, quando l’essere umano deve risolvere un problema (abilità di problem solving) si affida alla propria mente. Questo funziona molto bene per i problemi pratici ed esterni a noi.

Se il pavimento è sporco lo laviamo, se ho una scarpa che mi fa male la cambio. Diversamente, se noi applichiamo questa strategia di problem solving alla nostra sofferenza personale, il problema rimane o aumenta.

Perché succede questo?

Per il semplice motivo che nel momento in cui decidiamo di sopprimere un pensiero, un’emozione o un comportamento, la nostra mente ha imparato che deve fare qualcosa di diverso. La mente inizia a ricercare un pensiero o un comportamento da sostituire al precedente. In questo modo è costretta a mantenerli entrambi, per avere la conferma che sta facendo una cosa diversa. Se non voglio pensare al colore bianco posso scegliere un altro colore, questo è possibile solo se il colore che ho scelto non è il colore bianco.

Par capire come funziona la nostra mente, possiamo immaginarci una persona caduta nelle sabbie mobili. Ad ogni azione o comportamento che mette in atto per uscire dalle sabbie mobili ci sarà una reazione uguale e contraria che la farà affondare ancora di più. L’unico sistema per salvarsi è oppure la minore resistenza alla sensazioni d’affondare.

Per i colleghi o gli altri addetti al settore, che lavorano con il malessere psichico, non sarà difficile sentire dai propri pazienti frasi come: mi sono arenato, mi sento intrappolato o sto affondando.

Chi entra in questa spirale di sofferenza, afflizione o di angoscia la reazione più naturale è evitare la sofferenza. L’evitamento esperienziale però ha la capacità di aumentare il dolore per presenza ed è la fonte maggiore del dolore per assenza.

Nel prossimo articolo potrai imparare a non cadere nella trappola dell’evitamento esperienziale.