ACT- terapia dell’accettazione e dell’impegno

02 Dicembre 2013

Impegno e accettazione

Leggi questi sei punti e ricordati che stai leggendo un articolo di psicologia;

  • il dolore psicologico è normale, è importante e accompagna ogni persona;
  • non puoi liberarti volontariamente dalla tua sofferenza psicologica, anche se puoi fare in modo d’evitare d’accrescerla artificiosamente;
  • dolore e sofferenza sono due cose diverse, due stati differenti dell’essere;
  • non è necessario che tu t’identifichi con la sofferenza;
  • accettare il dolore è un passo per liberarti dalla sofferenza;
  • puoi vivere una vita che abbia valore per te, iniziando da adesso, ma per farlo devi uscire dalla tua mente ed entrare nella vita.

Potrai pensare che questi concetti siano stati presi da qualche libro buddista, invece sono dei concetti ACT (Acceptance and Commitment Therapy – Terapia dell’Accettazione e dell’impegno). L’ACT è la corrente psicoterapeutica, con solide basi scientifiche, della terapia cognitivo-comportamentale.

L’ACT si basa sulla teoria dei frame strutture, schemi relazionali – che usiamo per dare senso alla vita. I frame sono i nostri strumenti mentali che più o meno consapevolmente utilizziamo per relazionarci con gli altri e con noi stessi.

Secondo la teoria dei frame – RFT Relational Frame Theory – molti degli strumenti che usiamo per risolvere i nostri problemi psicologici ci intrappolano in uno stato di sofferenza psicofisica.

Per usare una metafora, si potrebbe dire, che l’essere umano in alcuni casi inizia a giocare una partita truccata con la propria mente.

Chi soffre di depressione, ansia, abuso di sostanze o stress deve imparare a cambiare la sofferenza utilizzando i giusti strumenti. Questo implica una presa di responsabilità nei confronti della sofferenza,  un IMPEGNO o Commitment. Per la terapia ACT, il primo passo per uscire da uno stato di sofferenza è prendersi la responsabilità della propria vita.

L’ACT ha le sue radice nella teoria dei frame, ma l’ACT si focalizza sulla sostanza, non sulla forma del problema o su come appare. Chi soffre di depressione, ansia o di qualche forma di dipendenza sta combattendo una guerra con sé stesso, che gli causa sofferenza. L’ACT insegna alla persona a lasciare ad abbandonare il campo di battaglia, alternativa che in molti casi porta alla cessazione della sofferenza.

Ora ti chiederai che non è possibile allontanarsi dal dolore e dalla sofferenza. Per questo motivo l’altra parola che compone il nome della terapia è – Acceptance ACCETTAZIONE.

Ora se rileggi i punti che ho scritto all’inizio dell’articolo comprenderai che accettando il dolore insito nella vita, puoi usare degli strumenti per viverti la sofferenza nel miglior modo possibile.

Ma come è possibile?

Un terapista ACT ti direbbe – impegnandoti – altrimenti non stai facendo la terapia. L’impegno in questa teoria è alla base del cambiamento. Molte persone non si accorgono, perché lo fanno in modo incondizionato, automatico o inconscio, che si impegnano da sempre a risolvere un problema di ordine psicologico, ma non ci sono mai riusciti.

Ora prima di continuare a leggere, pensa a una tua caratteristica, tratto o peculiarità che preferiresti non avere. Prenditi il tuo tempo per pensarci bene.

Adesso pensa se questa cosa era un problema del mese scorso? Di sei mesi fa? Di un anno fa? Di dieci anni fa? Da quando questo problema c’è l’hai?

La maggioranza delle persone si porta dietro le proprie preoccupazioni e la sofferenza che ne consegue da anni, in molti casi da molti anni.

L’ACT non sono solo belle parole, che richiamano le filosofie orientali, ma si basa su tra principali tecniche che sono: Mindfulness, accettazione e vita basata sui valori.

Nei prossimi articoli ti parlerò di queste tecniche.