Un caso di entomofobia…Fobia delle cimici

07 Gennaio 2020
fobia cimici

Fobia degli insetti – cimici

Di seguito riporto delle email che una paziente mi ha spedito. Riporto anche le date per far capire la tempistica.

Voglio premettere che la psicoterapia è proseguita anche dopo l’ultima email che riporto. La psicoterapia si è interrotta quando la paziente ha preso una decisione personale sul piano relazionale, successivamente il percorso terapeutico è stato ripreso.

La paziente si era rivolta a me, perché soffriva di una grave fobia nei confronti delle cimici. La fobia nei confronti degli insetti (entomofobia) è una grandissima ed immotivata paura di tutti gli insetti. In questo caso la fobia era incentrata solo nei confronti delle cimici. Caso non unico perché nella mia esperienza ho già seguito un altro caso uguale.

 

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Prima email dopo il primo incontro.

09 ottobre

Le giornate sono diventate un incubo. Il momento più bello della giornata è la sera quando mi addormento, così non penso più e non vedo più le cimici. Non mi sento libera di vivere e stare all’aperto, e mi sento più sicura e un po’ più tranquilla solo quando arrivo dentro la mia casa. Più cimici vedo, (il disastro in questo periodo) più la mia testa va in tilt, non riesco a tollerare il pensiero che possano volarmi addosso, mi sento un macigno allo stomaco e un nodo alla gola, e non riesco a trattenere le lacrime. Sono stanca di vivere così.

Questo è quello che vivono molte persone che soffrono di una fobia. In questo caso la fobia era ben circoscritta alle cimici. Dalla mia esperienza le cimici sono gli insetti che maggiormente scatenano la fobia. Le cimici, che non sono considerate da nessuno degli insetti belli, scatenano delle paure inconsce, perché sono imprevedibili. Quando volano non seguono nessuna logica e possono appoggiarsi sui vestiti, scatenando paure incontrollabili. Sono paure immotivate, perché la cimice oltre ad emanare un cattivo odore se si sente minacciata, non ha altre difese.

Seconda email

22 ottobre

Non so dire come mi sento, non sto bene ma non riesco a capire cosa c’è dentro di me che mi fa sempre sentire agitata e insicura di tutto. Solo una cosa mi ha reso felice questa settimana, sabato sono riuscita per la prima volta a prendere due cimici con un pezzo di carta… in quel momento ero felice, in quel momento ce l’avevo fatta a “” superare me stessa””… ma la paura non è cambiata, non riesco a uscire da sola pensando di trovare queste bestie, non so se riuscirò a essere forte come ho fatto sabato.

Ecco il risultato dopo due incontri con un percorso di ipnosi terapia.

Ma la vera domanda, che sarebbe giusto farsi è: perché questi insetti ci provocano tanta paura? Cosa rappresentano?

Dalla mia esperienza le cimici rappresentano il contatto fisico, la vicinanza incontrollata.

Quando una persona soffre di questa fobia (entomofobia o fobia degli insetti) ha paura di essere toccata, quindi il vero problema è a livello relazionale. Le cimici rappresentano la via maestra per viversi questa paura, perché sono insetti che non hanno una logica nel modo di volare, fanno rumore e non sono nemmeno belle.

Terza email

29 ottobre

Questa settimana è stata difficile…con le cimici va un pò meglio perché iniziano a essere meno …ma la situazione a casa va male…sia per via di mia sorella, ma anche x il mio ragazzo…Non riesco a prendere decisioni definitive, sto sempre “” nel mezzo”” e non riesco ad allontanare e allontanarmi da chi mi fa stare male. Mi arrabbio con me e con il mondo ma non riesco a far niente x stare meglio..

Ecco dopo qualche incontro come la paziente inizia a focalizzare qual è il vero problema. Il doversi allontanare, ma non dalle cimici, ma da alcune persone che la fanno soffrire. Non a caso sono persone molto importanti e per qualche motivo pensa sia sbagliato e si sente in colpa se lo farà.

Ora questa persona ha interrotto il proprio percorso dopo diversi cambiamenti che ha deciso di apportare alla propria vita.

Questa è l’ultima email che mi ha scritto la paziente dopo un periodo che non ci vedevamo

Buonasera Dottore, mi scuso se nell’ultimo mese sono sparita ma è stato un mese un po’ particolare e avevo bisogno di stare da sola. Con le cimici sta andando discretamente per il momento sono poche quindi vedremo quando sarà l’esplosione. L’università   procede, nel senso che non sono a buon punto come dovrei, ma sto comunque provando ad andare avanti. Tra dieci giorni ho un esame e vedremo come andrà.   Nel frattempo sono soddisfatta di me perché  quest’anno per la prima volta sono andata in vacanza da sola (corso riguardante i delfini, che forse le avevo accennato), a casa mi sento spesso soffocare perché non ho i miei spazi, e aver fatto questa esperienza mi ha caricata molto, sono felice di aver fatto una cosa diversa e soprattutto da sola. Se lei ha disponibilità possiamo prendere un un appuntamento. La ringrazio. 

Questa ultima email fa capire i cambiamenti che il percorso ha portato: la ripresa degli studi che aveva abbandonato, un abbassamento della fobia, se non la fine (la paziente era arrivata a non uscire più di casa a causa delle cimici), la fine di una convivenza che non funzionava ed il ritorno nella casa familiare, con le conseguenze che ha riportato, ma al contempo un certo grado di autonomia che ha manifestato nell’andare in vacanza da sola.